mercoledì 24 marzo 2010


LA TERAPIA CHELANTE USATA NELLE INTOSSICAZIONI DA METALLI PESANTI

UTILE ANCHE NELLE PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE

MALATO DI SCLEROSI MULTIPLA DICHIARA DI ESSERE GUARITO DOPO
TERAPIA CHELANTE PER UNA GRAVE
INTOSSICAZIONE DA ALLUMINIO !!?


LEGGI NEI COMMENTI

17 commenti:

Fabio e Fabrizio ha detto...

La terapia chelante utilizza delle sostanze chimiche (soprattutto EDTA) per "chelare", cioè togliere andando a raccogliere all’interno dell’organismo per mezzo del sangue, le tossine accumulate nelle vene e nelle arterie (esempio calcio e grassi).
La chelazione è un processo che si incontra frequentemente in natura, durante il quale i metalli inorganici come il ferro, per esempio, formano complessi con la materia organica.
Negli Stati Uniti è largamente utilizzata. Da oltre 40 anni i medici vi ricorrono per curare i disturbi cardiovascolari.

E' un un drenaggio forzato dell’organismo. E' una tecnica praticata e conosciuta nei paesi anglosassoni e in America, in Italia ancora poco conosciuta.

Risulta molto utile per prevenire ed evitare sopra tutto ictus, bypass, infarti e malattie arteriosclerotiche.

Sostanza varie, soprattutto EDTA, veicolate dal sangue staccano e sciolgono i depositi delle sostanze tossiche accumulate in tutto il corpo per alimentazione e altri comportamenti errati.

Fabio e Fabrizio ha detto...

Questa terapia si effettua per per fusione venosa lenta, da 1 a 3 volte la settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e della normalità o meno della funzione del rene, dato che il chelato (edta stesso + il metallo legato all'edta) viene eliminato per il 95-98% attraverso il rene. Il miglioramento dei disturbi inizia dopo 3-5 perfusioni; si concreta durante il ciclo di cura 20-30 perfusioni) ed è massimo dopo 3-6 mesi dalla fine della cura. Il risultato è migliore nei diabetici e quando il malato ottimizza il proprio stile di vita eliminando i noti fattori di rischio (obesità, ipertensione, ipercolesterolo e trigliceridi, abolizione del tabacco, ecc.).
La terapia chelante consiste in un ciclo da venti a trenta fleboclisi somministrate a giorni alterni o meno frequentemente. Ciascuna fleboclisi ha una durata media di tre ore e si effettua ambulatoriamente.Il primo ciclo di terapia può essere seguito successivamente da cicli meno intensivi.
E' pericolosa? La terapia chelante, se eseguita secondo il protocollo, non comporta problemi degni di nota. Le gravi complicazioni renali osservate agli inizi, dovute ai dosaggi non razionali dell’edta (5 -10 gr al giorno per 15 giorni), hanno ormai solo valore storico. Dopo 5 anni dalla fine della cura, la mortalità, negli 800 casi Italiani, è stata del 3,2% per l’aggravamento della malattia perla quale fu eseguita la terapia chelante.
La terapia chelante se ben eseguita non presenta contro indicazioni specifiche, ma essendo il prodotto eliminato per via renale completamente nelle 24 ore, la sua pratica richiede una efficiente funzionalità renale. E’ quindi controindicata nei casi di grave insufficienza renale, ed anche di quella epatica.

Fabio e Fabrizio ha detto...

Avvelenamento da metalli pesanti
I metalli pesanti sono i composti più pericolosi e dannosi tra le sostanze inquinanti. Infatti, penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, abiti e trasporti, bloccando l'attività di numerosi complessi enzimatici. L’assorbimento dei metalli pesanti a livello gastrointestinale varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione (inorganica od organica) e dello stato di valenza del metallo. Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli. Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella gastrointestinale. In minima parte l’eliminazione può avvenire per salivazione, traspirazione, esalazione, allattamento, esfoliazione della pelle e perdita di unghie e capelli. Alcuni organi (ossa, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione relativamente elevate e per anni.

La quantità di piombo contenuto nel nostro corpo è 500 volte superiore rispetto a quella presente 100 anni fa. Il piombo interagisce con il glutatione, la glutatione perossidasi e con il selenio bloccando quindi uno dei meccanismi chiave della nostra difesa antiossidante. Viene ingerito con l’acqua potabile (contaminata dalle condutture in piombo), i cibi in scatola, le tinture, i gas e l' inquinamento atmosferico.
I sintomi da intossicazione da piombo comprendono : cefalea, depressione, insonnia, affaticabilità, irritabilità, ansia, debolezza, algie muscolari, mancanza di appettito, calo ponderale, ipertensione, ridotta funzionalità renale e surrenalica, infertilità nell’uomo e aborti spontanei nella donna, gotta saturnina,anemia da deficienza di ferro, pigmentazione blu nerastra alla base delle gengive.
Sorgenti di piombo sono : atmosfera, gas di scarico delle auto, fonderie, acqua potabile, verdura coltivata in prossimità di vie trafficate e/o in terreni contaminati, frutta e succhi in barattolo, latte proveniente da animali allevati in pascoli contaminati, carni (soprattutto fegato di animali contaminati), dentifrici, batterie di auto, quotidiani, tabacco e cenere di sigaretta, tinture per capelli.

Fabio e Fabrizio ha detto...

Il mercurio è un veleno mortale per tutti gli esseri viventi. Il pesce lo accumula in grande quantità. La sintomatologia da avvelenamento da mercurio comprende : insonnia, nervosismo, perdita di memoria, ansia, depressione, perdita di peso e di appetito, tremori, allucinazioni, parestesie alle labbra ed ai piedi, debolezza muscolare, amaurosi, sordità, disturbi della parola e coordinazione, ridotta funzionalità renale.
Il mercurio è presente in svariate sostanze quali : pasta per otturazione dei denti, termometri e barometri, cereali trattati con funghicidi, pesci e mammiferi marini, cloruro di mercurio usato nei laboratori di istologia, talco, cosmetici, coloranti, diuretici, supposte antiemorroidi, detergenti per pavimenti, filtri dei condizionatori d’aria, conservanti per il legno, lassativi, adesivi, pomate antipsoriasi e tatuaggi.
L’alluminio è il minerale più diffuso sulla superficie terrestre, ma non svolge alcuna funzione utile per il corpo umano. E’ stata dimostrata la costante associazione di accumuli di alluminio in patologie caratterizzate da disturbi mentali quali: Alzheimer, Parkinson e Down. L’accumulo nell’uomo avviene con grande lentezza probabilmente in misura di pochi nanogrammi al di, per cui all’età di 60 anni la quantità di alluminio può raggiungere quantità significative. I disturbi comprendono: pneumoconiosi, sequestro di fosfati dal tratto gastrointestinale con osteoporosi e rachitismo, reazioni cutanee, nefrite, epatopatie, coliti, ipereattività nei bambini, Alzheimer. Prodotti che contengono alluminio sono: vasi per la cottura di alimenti, antiacidi, deodoranti, materiali di costruzione, utensili, cavi e materiali da isolamento, materiale da imballaggio, lattine per bibite, acqua potabile, birra, cibi in scatola, spray nasali, dentifrici, ceramica, amalgame per denti, filtri per sigarette, tabacco, gas auto, pesticidi, addittivi, sale da tavola e condimenti, formaggi, medicamenti contenenti caolino, suture, nicotinato di alluminio.

Fabio e Fabrizio ha detto...

Ogni sigaretta comporta l’assunzione di 1,4 mcg di cadmio ed un pacchetto di sigarette aumenta i depositi del cadmio di 4 mcg, impegnando e sottraendo capacità antiossidante a tutto l’organismo. Il cadmio può aumentare lo spessore della membrana basale dei piccoli vasi e dei capillari riducendo la circolazione. Nelle donne viene interessata anche la circolazione uterina con conseguente possibile prematurità o deformità del feto. La sintomatologia comprende: affaticabilità, ipertensione, anemia ferro-priva, enfisema polmonare, osteoporosi in donne del 3° mondo con gravi deficit alimentari, epatopatie, anosmie, colorazione giallastra dei denti, coliche renali, ipercalciuria, sindrome del lattaio (linee di pseudofrattura alla scapola, femore ed ileo), ipofosfatemia, artrite reumatoide, ridotta produzione di Vit D, insufficenza polmonare, proteinuria, aminoaciduria, cancro prostatico. Il cadmio è presente in: acqua potabile, farina di grano raffinata, cibi processati, ostriche, rene, fegato, riso, fumo di sigaretta, tabacco, fertilizzanti, protesi dentarie, ceramiche, coloranti, materiale elettrico, sostanze antiruggine, polivinile, funghicidi, pesticidi, raffinerie, prodotti di scarto delle gomme, combusti di olio.
Altre sostanze chelanti impiegate oltre a EDTA sono:
• Dimercaptopropanolo (dimercaprolo), indicato come agente chelante per l’avvelenamento da arsenico, oro, mercurio e piombo
• Penicillamina, nelle intossicazioni da metalli pesanti
• Deferoxamina mesilato (deferoxamina), trattamento indicato nell’avvelenamento acuto da ferro
• Acido dimercaptosuccinico (DMSA), indicato nelle intossicazioni da piombo
• Trientina, chela il rame ed il ferro e ne riduce l’assorbimento a livello intestinale

Fabio e Fabrizio ha detto...

Queste sostanze sono comunque meno frequentemente impiegate e con qualche effetto collaterale.
Il dimercaptopropanolo nella intossicazione acuta da mercurio risulta massimamente efficace se iniziato 1-2 ore dopo l’ingestione e non è più efficace dopo circa 6 ore dalla stessa. Nell’avvelenamento acuto e cronico da piombo può essere somministrato in associazione con il calcio EDTA, perché opera una più veloce rimozione del piombo dagli eritrociti, dal sistema nervoso centrale, dal tessuto osseo, potenziando l’escrezione fecale del piombo. Non trova indicazione nell’avvelenamento da ferro, cadmio, selenio, argento e uranio, perché in questi casi forma complessi che sono più tossici dello stesso metallo, specialmente a livello renale. Non è indicato nell’intossicazione di composti alchil-organici del mercurio, perché ne aumenta la distribuzione nel cervello; è controindicato inoltre nell’avvelenamento da gas arsenicali (AsH3) Dopo la seconda-terza somministrazione può subentrare febbre, che può anche persistere durante tutto il trattamento, più frequentemente nei bambini. Viene somministrato per iniezione intramuscolare profonda con frequenza mai inferiore alle 4 ore. I sintomi di un sovradosaggio del dimercaprolo consistono in convulsioni, sonnolenza e vomito severi e possono comparire per dosi superiori ai 5 mg/kg di peso corporeo ed entro 30 minuti dalla somministrazione, per poi calare nelle 6 ore seguenti. Durante il trattamento il pH urinario deve essere mantenuto a valori alcalini per diminuire il rischio di nefrotossicità, perché il complesso metallo – dimercaprolo può dissociarsi a pH acido.
O acido etilendiamminicotetracetico è uno dei più potenti antiossidanti disponibili (insieme a NAC ed altri), in medicina nel trattamento dell'avvelenamento da metalli pesanti.
E' uno dei più importanti antiossidanti utilizzati nella terapia chelante.
Viene somministrato soltanto per per fusione venosa lenta, da 1 a 3 volte la settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e della normalità o meno della funzione del rene, dato che il chelato (Edta + metallo) viene eliminato per il 95-98% attraverso il rene. Il miglioramento dei disturbi inizia dopo 3-5 perfusioni.
Fu ottenuto sinteticamente nel 1930 e nel 1935 fu utilizzato nell’industria dei coloranti, del tessile, dei saponi e dei detersivi, etc.
Nel 1947 fu utilizzato da Rubin per la prima volta, nell’uomo, nelle intossicazioni acute da piombo (Pb), da calcio (Ca), nelI’ipercalcemia da iperparatiroidismo e nell’intossicazione digitalica con risultati ottimi. Tuttora può essere considerato il farmaco di elezione in queste drammatiche circostanze.
Gli stessi malati ex intossicati dal piombo riferivano non soltanto che era chiaramente migliorato lo stato generale, ma anche che erano scomparse malattie quali l’angina pectoris e la claudlcazione intermittente di cui soffrivano.

Fabio e Fabrizio ha detto...

Nel 1893 il premio Nobel per La Chimica, Alfred Werner, ipotizzò che particolari composti chimici potrebbero legarsi saldamente con metalli pesanti allo stato ionico;
30 anni dopo, Morgan confermò I'esattezza dell'intuizione di Werner, e proposero di chiamare «chelanti (dal greco = chele) le sostanze aventi questa proprietà. Nel 1955, il dott. Clarke informava la comunità medica dei grossi benefici dell'EDTA (etilendiaminotetracetato) per curare i disturbi cardiovascolari e circolatori. Quel gruppo pioneristico formò quello che oggi è conosciuto come ACAM (American College of Advancement in Medicine) e che comprende oltre 1.000 medici specializzati nell'applicazione della terapia chelante Negli ultimi 40 anni, questa terapia è stata impiegata con successo in oltre cinquecentomila pazienti negli Stati Uniti, ma l'FDA, l'Ente americano di controllo sui farmaci, non ha ancora dato l'approvazione per l'utilizzazione dell'EDTA anche se sono attualmente in corso alcuni studi ammessi dallo stesso FDA per dimostrare l'innocuità dell'EDTA.
Il numero dei malati curati con Edta, a livello mondiale non è calcolabile: solo 100.000 casi curati secondo un protocollo standard, elaborato nel 1976 dalla American College Advancement Medicine (Acam), sono utilizzabili ai fini statistici. E' stata avviata una ricerca controllata in «doppio cieco» autorizzata dalla «Foods and Drugs Administration» (Fda).
Si è rilevato essere come uno dei migliori antidoti nelle patologie da radicali liberi.
Quando viene introdotto endovena, chela i seguenti ioni con attività decrescente : cromo ; ione ferrico ; mercurio ; rame ; piombo ; zinco ; alluminio, ione ferroso ; manganese ; calcio e magnesio.
La riduzione del valore del calcio ematico induce una attivazione del paratormone con richiamo degli ioni calcio dalle ossa e dai tessuti ectopici per compensare la riduzione del calcio ematico.
La chelazione del ferro e del rame avviene quando essi non fanno parte di complessi enzimatici o di sistemi di trasporto, ma solo quando si trovano in forma libera. Il meccanismo d’azione è dunque "selettivo e mirato". Il rame viene chelato con avidità dall’EDTA. La sua quantità escreta è bassa perché il rame libero e è in concentrazioni assai ridotte.

Fabio e Fabrizio ha detto...

La chelazione del ferro è altissima e continua anche dopo il termine del trattamento chelante.
3 gr di EDTA estraggono: 1,8 gr di Piombo, 1,8 gr di mercurio, 0,2 gr di alluminio, 1 gr di cadmio.
L’EDTA non attraversa le membrane cellulari, le pareti endoteliali e la barriera ematoencefalica, per cui, mentre riesce ad estrarre rapidamente il piombo che si trova nel sangue, non è in grado di raggiungere quello depositato all’interno delle cellule. L’azione dell’EDTA nei confronti del piombo intracellulare è solo indiretta e si riferisce a quella quantità di piombo che lentamente diffonde dalle cellule verso il torrente sanguigno.
Può essere utilizzato per la prevenzione dell'arteriosclerosi, nei casi di arterosclerosi iniziale (senilità precoce. calcificazioni lungo le arterie. soffi aortici, ecc.), perchè non è escluso che anche nell’uomo possa realizzarsi la "guarigione fisiologica" cioè la regressione delle placche arterosclerotiche recenti analogamente a quanto è stato documentato nell’arterosclerosi sperimentale (Zackmeister).

Fabio e Fabrizio ha detto...

L'EDTA agisce sull'organismo in questo modo :
• aumento dell’irrorazione sanguigna e quindi dell’ossigenazione dell’organismo
• miglioramento del metabolismo e della funzione cellulare
• azione calcio - antagonista
• aumenta il potassio intracellulare
• azione antiossidante per sottrazione del rame (Cu) e del ferro (Fe), indispensabili per la formazione dei radicali liberi
• azione svelenante dell’organismo per la chelazione dei metalli tossici (piombo, cromo, arsenico, manganese, alluminio, mercurio, molibdeno etc...) accumulatisi nel corso degli anni
• azione ostacolante la formazione di trombi occludenti il lume arterioso
• riduce il colesterolo totale ed innalza l’HDL
• riduce l’aritmia
• riduce la richiesta di insulina
• riduce la pressione arteriosa
Indicazioni terapeutiche
• avvelenamento cronico e acuto da metalli pesanti
• Affezioni vascolari e metaboliche: angina, cardiopatie, ipertensione arteriosa, diabete, obesità,affezioni arteriose periferiche, degenerazione maculare senile, infarto miocardico, ictus
• Collagenopatie
• Tabagismo
• Prevenzione dell’invecchiamento

Controindicazioni
• Nefropatie
• Epatopatie acute
• Gravidanza: è possibile un effetto teratogeno

La Dott.ssa Carla Centa – medico chirurgo geriatra e membro SITEC esegue la Tarapia Chelante a
Padova c/o Poliambulatorio Giotto - tel. 049 661961
Sacile c/o Studio medico – via Mazzini 2
cell. 348 4422412 e-mail carla.centa@virgilio.it

Fabio e Fabrizio ha detto...

Metalli pesanti e malattie neurologiche (in particolare SLA)
Anche se non è certo possibile pensare che un accumulo di metalli pesanti sia LA causa unica di numerose patologie del sistema nervoso, compresa la SLA (sarebbero necessari ulteriori studi sull'argomento), potrebbe trattarsi di un fattore negativo che si associa ad altre influenze nocive, aggravandole, oppure che peggiora uno stato di malattia già esistente. Cercare di accertare se vi sia un eventuale eccesso, eliminarlo almeno parzialmente e cercare perlomeno di evitare ulteriori accumuli non può che far bene.
INTERPRETAZIONE DI QUESTI DATI NEL CONTESTO DELLA SLA
Sarebbe scorretto sostenere che un accumulo di metalli pesanti sia LA causa unica di numerose patologie del sistema nervoso, compresa la SLA (ci sarebbe comunque bisogno di ulteriori studi sul ruolo dei metalli pesanti nel contesto della SLA); potrebbe però trattarsi di un fattore negativo che si unisce ad altre influenze nocive e che peggiora uno stato di malattia già pre-esistente.
Mi è capitato non raramente di sentire colleghi rinomati dire: “Non ci credo alla storia dei metalli pesanti…” A mio avviso non si tratta di “credere” o “non credere”; è risaputo e dimostrato scientificamente che i metalli pesanti sono tossici per le cellule di qualsiasi organo o tessuto vivente ed in certi casi, in particolare in organismi già indeboliti o in cui la disintossicazione funziona meno bene, possono verificarsi le conseguenze ed effetti nocivi sopra-elencati.
Se poi si inseriscono nella banca-dati MEDLINE i termini “heavy metals” ed ALS si trovano numerosi studi che dimostrano l’esistenza di un collegamento.
Non vale forse la pena, nel contesto di una malattia aggressiva come la SLA, ed in cui i fattori eziologici sono tutt’ora sconosciuti, accertare se vi sia un accumulo eccessivo di metalli pesanti nell’organismo???
E’ noto che livelli eccessivi di metalli pur benefici ed indispensabili per l’organismo, come il ferro ed il rame, se presenti in eccesso (come avviene in caso di emocromatosi e morbo di Wilson), possono provocare danni a vari organi; è necessario quindi che anche i metalli benefici siano presenti in quantità non eccessive e nelle proporzioni giuste l’uno con l’altro. Come è possibile quindi pensare che non sia importante controllare la quantità presente nell’organismo di metalli tossici e che questi, anche se presenti in quantità persino superiori a quelle purtroppo oggi divenute “normali”, non facciano comunque male e non sia necessario preoccuparsi di eliminarne almeno una parte ? Quali e quanti danni può provocare una loro presenza in quantità eccessiva? Nella SLA è noto il ruolo fondamentale che svolge l’enzima superossido dismutasi Cu -Zn (rame-zinco) SOD1; è noto anche l’antagonismo esistente tra questi due metalli, nel senso che un eccesso di rame ostacola l’assimilazione dello zinco e viceversa. Per i metalli nocivi si sa ad esempio che il mercurio è un antagonista dell’indispensabile selenio, sono note alcune altre interferenze ed antagonismi ma resta molto da imparare.

Fabio e Fabrizio ha detto...

ALTRI CHELANTI

La penicillamina, trova indicazione nella malattia di Wilson, artrite reumatoide, cistinuria, intossicazione da metalli pesanti: piombo, mercurio. Chela mercurio, piombo, rame, ferro, per formare complessi stabili e idrosolubili, che vengono escreti per via renale. L’eliminazione avviene per via renale e fecale. Il miglioramento della sintomatologia si manifesta dopo alcune settimane di trattamento. La penicillamina può avere effetto leucopenico e trombocitopenico, in parte responsabili di un aumento dell’incidenza delle infezioni microbiche, e della comparsa di sanguinamento gengivale e ulcerazioni orali. Viene controindicata in gravidanza. Negli anziani aumenta il rischio di tossicità ematologica e di scompenso renale. Viene controindicata la contemporanea somministrazione di fenilbutazone per aumento del rischio ematico e renale. Occorre associare sistematicamente piridossina perché la penicillamina ne aumenta l’escrezione. I più frequenti effetti collaterali comprendono: reazioni allergiche; stomatite; diarrea; perdita del gusto; perdita dell’appetito,nausea,vomito, gastralgie, meno frequentemente: agranulocitosi, anemia aplastica; glomerulopatia; anemia emolitica; leucopenia, trombocitopenia. La terapia con penicillamina avviene per via orale con dosaggi giornalieri. La posologia non deve superare i 2 gr/die e viene raccomandata l’assunzione a stomaco vuoto. Nei pazienti affetti da Wilson occorre rispettare una dieta a basso contenuto di rame; in questi casi vanno esclusi: cioccolato, nocciole, molluschi, funghi, fegato, broccoli e cereali arricchiti con rame.
Il trattamento con deferoxamina è indicato nell’avvelenamento acuto da ferro nel contesto di un approccio aggressivo che comprende: induzione di vomito, lavanda gastrica, irrigazione gastroenterica, trattamento dello shock, correzione della acidosi metabolica. L’efficacia del trattamento con defexoramina è legato soprattutto alla tempestività dello stesso. La deferoxamina è indicata anche nell’intossicazione da alluminio, compresi i pazienti in emodialisi. Viene eliminata per via renale. Teoricamente 100 mg di deferoxamina chelano 8.5 mg di ferro ferrico. Viene somministrata per via parenterale, perché il suo assorbimento a livello gastroenterico è molto basso. Rapidamente metabolizzata viene eliminata per via renale nell’arco di 6 ore: 2/3 per via renale ed 1/3 con la bile. La somministrazione di deferoxamina non è controindicata in gravidanza e nei bambini.Tra gli effetti collaterali vengono menzionati: orticaria, rash cutaneo, ipotensione, sindrome da stress respiratorio, disturbi uditivi. Dopo un trattamento da intossicazione acuta il paziente deve essere controllato a distanza di 24 ore (controllo dello shock) e dopo 2 settimane (prevenzione di complicanze gastrointestinali).
Il trattamento con DMSA viene indicato nella intossicazione da piombo, in combinazione con calcio disodio EDTA.Tra gli effetti collaterali vengono ricordati: neutropenia, rash cutaneo, disturbi gastrointestinali, odore sgradevole nell’urina, sudore e feci. Il trattamento consiste nella somministrazione orale di 10mg/kg di peso ogni 8 ore, per 5 giorni.
La trientina viene indicata nella malattia di Wilson; chela il rame ed il ferro e ne riduce l’assorbimento a livello intestinale. L’eliminazione dei composti è prevalentemente renale. Effetti collaterali: anemia sideroblastica nei bambini, febbre, reazioni allergiche.

Fabio e Fabrizio ha detto...

Dalla SM ai lanci col paracadute


La storia di Matteo Dell'Osso raccontata all'incontro di Clan-Destino: "guarire si può"


FORLI' - Si possono davvero accusare i primi sintomi della sclerosi multipla causa l’amalgama di un otturazione dentale? Matteo Dell’Osso, 32 anni, è l’esempio che “guarire dalla Sla si può”. La sua lunga e tortuosa storia, fatta di battaglie e sofferenze, di incubi e risvegli, è cominciata 13 anni fa. Lo ha raccontato tutto all’incontro “Salute e ambiente” organizzato da Clan-Destino.

Dai sintomi iniziali alla scoperta tramite il programma Report che la causa dei problemi che lui accusava da tempo poteva essere "l'amalgama dentale". E' un medico tedesco che gli cambia la vita, sostituendogli quattro vecchie otturazioni e un dente devitalizzato.

La grande svolta nella vita di Matteo Dall’Osso sono state le 32 flebo chelanti che nel 2008 lo hanno rimesso in perfetta forma fisica. Al punto che oggi fa di nuovo sport: è passato dalla sedia a rotelle ai lanci con il paracadute. La sua storia è stata letta in ogni angolo del mondo “a parte in Groenlandia e in sette Stati africani”, su internet è disponibile anche il “cammino medico” oltre che la storia di vita vissuta.

L'articolo integrale su La Voce di Romagna, oggi in edicola

Anonimo ha detto...

Forlì - Dalla Sla ai lanci col paracadute


La storia di Matteo Dell'Osso raccontata all'incontro di Clan-Destino: "guarire si può"


FORLI' - Si possono davvero accusare i primi sintomi della sclerosi multipla causa l’amalgama di un otturazione dentale? Matteo Dell’Osso, 32 anni, è l’esempio che “guarire dalla Sla si può”. La sua lunga e tortuosa storia, fatta di battaglie e sofferenze, di incubi e risvegli, è cominciata 13 anni fa. Lo ha raccontato tutto all’incontro “Salute e ambiente” organizzato da Clan-Destino.

Dai sintomi iniziali alla scoperta tramite il programma Report che la causa dei problemi che lui accusava da tempo poteva essere "l'amalgama dentale". E' un medico tedesco che gli cambia la vita, sostituendogli quattro vecchie otturazioni e un dente devitalizzato.

La grande svolta nella vita di Matteo Dall’Osso sono state le 32 flebo chelanti che nel 2008 lo hanno rimesso in perfetta forma fisica. Al punto che oggi fa di nuovo sport: è passato dalla sedia a rotelle ai lanci con il paracadute. La sua storia è stata letta in ogni angolo del mondo “a parte in Groenlandia e in sette Stati africani”, su internet è disponibile anche il “cammino medico” oltre che la storia di vita vissuta.

L'articolo integrale su La Voce di Romagna, oggi in edicola

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti! Mi chiamo Matteo Dall'Osso. Ho 30 anni, sono nato il 18 Maggio 1978. Sono sempre stato un bambino felice e spensierato. Ho praticato tanti sport: nuoto, calcio, motociclismo, arti marziali. Non stavo fermo un attimo. E i miei genitori mi volevano un bene dell'anima! La mia passione è sempre stata l'elettronica e così mi diplomai come perito elett […]

02. L'INIZIO DELLA MALATTIA
I primi esami furono la risonanza magnetica (1997) e qualche mese dopo l’esame del liquor, dal quale si rilevavano bande oligoclonali (potete trovare tutti gli esami in Appendice). Il mio neurologo (dopo circa 1 anno) mi disse che ero malato di sclerosi multipla. Vi riporto brevemente tutti i problemi che ho avuto inizialmente, le visite, gli esami e le terapie effettua […]

03. SCLEROSI MULTIPLA SECONDARIA PROGRESSIVA
Tornai in Italia, stavo benone! Mi sentivo proprio un'altro ragazzo! Niente più stanchezza, niente più problemi, niente di niente, solo piccoli problemini a correre, ma stavo proprio bene. Chiaramente andai dal mio neurologo a Bologna e dalla mia dottoressa per dire loro la mia esperienza e di quanto avessi bisogno di fare l'ozonoterapia e le flebo di glutation […]

04. IO CONTRO TUTTI
Dopo un mese di degenza all'ospedale San Raffaele fui dimesso. Come stavo? Male. Mi girava la testa a mille, non riuscivo a coordinare i movimenti della mano sinistra, non riuscivo a mantenere l'equilibrio per più di 15 secondi su una gamba, non riuscivo a camminare bene: dovevo camminare veloce per non perdere l'equilibrio e cadere, ma al tempo stesso non riuscivo a c […]

05. LA MIA RINASCITA (la prima scoperta)
Io mi sentivo sempre meglio! Cosa facevo? Tutte cose semplicissime, senza fare attività fisica particolare: sono per la non-fatica! :-) Alcune le imparai quando ero in ospedale da altri malati, altre le imparai strada facendo. Tutte queste cose le trovate descritte qui di seguito: Pastiglie di Ultrathione 1000, importantissime, CellFood. Poi vi descrivo t […]

06. L'ALLUMINIO (la seconda scoperta)
Riprendiamo la storia… Mi sentivo rinato e dovevo ancora fare la scoperta più importante. Proseguii le flebo di disintossicazione e continuai a prendere le pastiglie di Ultrathione 500… la mia vita procedeva velocemente. Qui di seguito vorrei riportarvi l'andamento dei risultati ottenuti con le successive flebo. 14 settembre 2007: il giorno del […]

Anonimo ha detto...

Il 27 maggio 2008 ero veramente in forma fisica perfetta. Non avvertivo nessun problema, non sentivo stanchezza, la mia coordinazione era perfetta, vista perfetta, nessuna tensione alle gambe, alta concentrazione. Dopo 32 flebo chelanti, il mio corpo era quasi totalmente disintossicato dai metalli pesanti. Le giornate passavano veloci: a lavoro le responsabilità aument […]

08. M.d.C. E IL GADOLINIO (la quarta scoperta)
Aspettando di fare la 34esima flebo, io e il dottore decidemmo di fare l’esame completo dei metalli pesanti. E’ più costoso (150E), viene svolto in America da un centro di analisi e diagnostica certificato dalla U.S. Food and Drug Administration che misura i valori di 19 metalli pesanti, compreso il Gadolinio. Questo esame è svolto con una modalit&ag […]

09. LA MIA DETOSSIFICAZIONE CONTINUA…
Vi riporto brevemente come è continuata la mia detossificazione: 29 luglio: tutto ok. 29 agosto: tutto ok. 12 settembre: tutto ok, ho fatto la flebo al mattino e al pomeriggio sono addirittura andato a lavoro. 25 settembre: tutto ok. 10 ottobre: (con esami): Alluminio 177 mcg/l (valore di riferimento massimo 20mcg/l) Caspita! Il mio record! N […]

10. L’ULTIMO ESAME PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE (la conferma)
Si avvicinò così il momento di effettuare l'ultimo esame per valutare il livello dei metalli pesanti presenti nel mio corpo, prima della pubblicazione della mia storia. In quella stessa circostanza però feci quattro esami delle urine, che ora vi descrivo: PRE: l'esame delle urine, per verificare solo il valore di alluminio, prima di effettuare la f […]

11. ANDAMENTO QUALITATIVO DEL LIVELLO DI ALLUMINIO
Riporto in questo grafico l’andamento del livello di alluminio riscontrato nel mio corpo al 31 gennaio 2009! I dati effettivamente misurati sono stati evidenziati in rosso. L’andamento è qualitativo anche se molto realistico. (clicca sull'immagine per ingrandirla) […]

12. METHYL-B12 (la quinta scoperta)
Gruppo di sostanze chimicamente affini contenenti cobalto e per questo definite cobalamine. Le forme principali sono: metilcobalamina, idrossicobalamina e desossiadenosilcobalamina. La vitamina B12, pur non essendo sintetizzata né da animali né da piante, è presente nelle carni, pesci, uova, latte e derivati mentre è assente negli alimenti di or […]

13. GRAFICO "LA MIA SALUTE"
Per farvi capire con un po' più di chiarezza i passaggi fondamentali della mia storia vi vorrei mostrare il grafico in cui riporto l'andamento della salute in funzione del tempo. Non avendo valori numerici si tratta di un grafico qualitativo, ma penso sia molto intuitivo e chiaramente potete farmi tutte le domande che volete! Ho evidenziato la soglia del benessere so […]

Anonimo ha detto...

[…]

14. METALLI PESANTI E RELAZIONE CON ALTRE MALATTIE (la sesta scoperta)
I dottori di scuola classica sono convinti che la mancanza dell’allelo Glutatione o in generale una carenza di questo enzima non sia il motivo scatenante della malattia. La ragione è molto semplice. Da loro parole è provato che il 30% della popolazione abbia questa stessa carenza, quindi non essendo il 30% della popolazione malata di sclerosi multipla, qu […]

15. ULTRATHIONE 500/1000, CELLFOOD
Ora vorrei parlarvi di qualche prodotto che ritengo tra i migliori e che ho provato personalmente. Vi riporto le descrizioni tecniche per le quali penso che questi prodotti siano migliori rispetto ad altri. 15.1 Ultrathione 1000 e 500 Come è potuto accadere che il mio organismo si fosse intossicato così tanto dai metalli pesanti? Tutto ciò è do […]

16. COLAZIONE BUDWIG (dieta Kousmine)
La dieta Kousmine è molto severa, nel senso che deve essere rispettata con molto rigore e disciplina e spesso non è facile seguirla scrupolosamente. Personalmente ho sempre ritenuto che la "tavola" fosse un piacere della vita e quindi non riuscirei a privarmi di tutto questo. Anche perché lavorando, vivendo solo e mangiando in mensa aziendale, n […]

17. FILTRO HEPA E IONIZZATORE NEGATIVO
Molte malattie “importanti” hanno origine negli ambienti in cui trascorriamo il nostro tempo. E’ stato calcolato che un terzo delle malattie ha origine ambientale. E’ stato definito l'inquinamento domestico come uno dei primi fattori di pericolo per la salute pubblica. Le sostanze inquinanti più pericolose sono quelle che agiscono a livello cell […]

18. ALCUNI PICCOLI SUGGERIMENTI
18.1 EDTA quanta confusione Ho sempre sentito tanta confusione attorno all’EDTA. Come potete vedere dalla ricca bibliografia è un argomento noto da anni. Da quello che ho potuto imparare le uniche persone a cui la flebo di EDTA è sconsigliata sono quelle che soffrono di tumore, che soffrono di gravi insufficienze renali e che hanno avuto epatopatie, ad e […]

19. CONSIDERAZIONI PERSONALI
Proprio perché ho incasellato una fortunata serie di eventi eccezionali, vi chiedo con tutta la mia anima e il mio cuore di non fare finta di niente! Ora conoscete anche voi la mia verità! Io ci sono! Sono qui! Quindi non esitate a contattarmi per farmi tutte le domande che volete! Il mio indirizzo di posta è matteodallosso@gmail.com. Questi invece son […]

20. CONCLUSIONI
Queste sono le conclusioni: La mancanza di un allelo (una parte del gene) del Glutatione è stato il responsabile della intossicazione così elevata di metalli pesanti, in particolare alluminio, sempre più presenti nell'ambiente in cui viviamo. L'unico esame veritiero per sapere se si è intossicati dai metalli pesanti è l'esame […]

21. APPENDICE
21.1 Esito esami Esito prima risonanza magnetica: (clicca per ingrandire l'immagine) Esito esame liquor: (clicca per ingrandire l'immagine) Esito seconda risonanza magnetica (11/08/2006), il cd è scaricabile nella sezione download. L'esame è stato eseguito con tecnica Fast Spin Echo DP e T2, Flair e Spin Echo T1 prima e […]

22. BIBLIOGRAFIA
22.1 EDTA chelation therapy Bibliografia a cura di Stephen F. Olmstead, M.D. Clinical Assistano Professor of Medicine Division of Cardiology University of Washinton School of Medicine Funded in part by a grant from the A.C.A.M. American College for the Advancement of Medicine A Ahrens FA and Aronson AL: A comparative study of the toxic effects of calcium and chr […]

23. RINGRAZIAMENTI
Ai malati, ai parenti dei malati, a tutte le persone che quotidianamente hanno lottato, lottano e lotteranno contro questa malattia. Scusate se ora la prendo alla lontana... Ringrazio prima di tutto le mie maestre alle scuole medie di Granarolo (BO), in particolare Begnardi e Carbonaro: grazie per avermi trasmesso la passione per lo studio. Ringrazio l'Istituto Tecnico Aldi […]

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha notizie del TCM Treatment (Traditional Chinese Medicine (TCM) International Service Complex is located in Huaihua city, Hunan province, in Mid-South China) Ospedale cinese specializzato in malattie croniche tra cui la sla?
grazie,
dino