mercoledì 3 novembre 2010


Dal Congresso dei Biologi la notizia
di una nuova terapia per la SLA.

Il XX III Congresso dei Biologi si svolgerà dal 4 al 7 novembre a Roma presso l’Hotel Convencion Center Melià Aurelia Antica Via Aldobrandeschi, 223.

Ufficio stampa: Rosa Maria Serrao – Tel 0668802874 – 3490921107 – rmserrao@gmail.com

8 commenti:

Fabio e Fabrizio ha detto...

Biologi italiani ed europei a confronto in una 2 giorni scientifica che farà il punto su alcune delle questioni sanitarie ed ambientali più scottanti dei nostri giorni. Si parlerà del virus influenzale H1N1 e del bilancio della scorsa epidemia di influenza. In arrivo il nuovo virus H3N2, variante dell’H1N1 che accompagnerà quest’ultimo nella prossima ondata stagionale di influenza. Le regioni stanno varando un piano anticipato di vaccinazioni per prevenire possibili rischi, soprattutto per le categorie più esposte.

Il XX III Congresso dei Biologi si svolgerà dal 4 al 7 novembre a Roma presso l’Hotel Convencion Center Melià Aurelia Antica Via Aldobrandeschi, 223.

La prima sessione: Biologia Clinica, una realtà in evoluzione con relazioni su chemioantibiotico-resistenza, evoluzione del sistema immunitario, il virus H1N1, Test Genetici per lo studio di malattie ereditarie e l’evoluzione organizzativa e culturale in un moderno laboratorio ospedaliero.

La seconda sessione: Ambiente, una risorsa da salvaguardare con relazioni sulla strategia nazionale per la biodiversità e studi sui cambiamenti globali e la gestione sostenibile delle risorse ambientali.

Il Professore Raffaele Peduzzi dell’Università di Ginevra, che interverrà al congresso, dichiara che “Il virus Influenza A (H1N1) 2009 ha causato 18.500 decessi, in 213 paesi distribuiti sui 5 continenti. Dato che il virus pandemico è tuttora in circolazione, in questo momento soprattutto nell’Emisfero sud (inverno australe), le particolarità dell’influenza pandemica A (H1N1) 2009 spingono a raccomandare una precoce vaccinazione contro l’influenza”.

Dall’influenza ai test genetici, oggi sotto i riflettori per il loro uso inappropriato, per la mancanza di linee guida per la loro esecuzione. Il pericolo è che questi test vengano, a volte, eseguiti maggiormente in base alla loro fattibilità tecnica e ad interessi commerciali che ad una reale necessità. A confronto diverse tecniche predittive per la fibrosi cistica, una delle malattie genetiche più diffuse in Italia con circa 4.000 malati. Test genetici contro proteine di medusa, una nuovissima tecnica che permette una diagnosi ottica della fibrosi cistica detta imaging in-vivo. Questa tecnica, coperta da un brevetto europeo, potrebbe essere commercializzata nel prossimo futuro.

Cellule staminali per curare la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Dal Congresso dei Biologi la notizia di una nuova terapia per la SLA. Il Prof. Vescovi, direttore Istituto di Genetica “Mendel” Roma, illustrerà i dettagli di questa nuova terapia. “Uno strumento per aiutare i malati” dice il Professore Vescovi, relatore al Congresso dei biologi che rileva come “le cellule staminali prodotte nel nostro laboratorio e trapiantate in ratti e scimmie malati di Sla hanno spento le infiammazioni nel loro cervello causate dalla malattia”. La strada è ancora tutta in salita, ma i risultati sono promettenti. A breve partirà una sperimentazione clinica su selezioni di pazienti affetti da SLA. Il Professore Vescovi fornirà approfondimenti su questo tema durante il Congresso.

Nella 2 giorni si esploreranno anche le origini del sistema immunitario, che risalgono a 550 milioni di anni fa. Un viaggio nel remoto passato della vita, alla scoperta dell’origine del meccanismo che ci permette di combattere le infezioni. Le evidenze raccolte indicano un possibile legame tra il sistema immunitario adattativo dei mammiferi e quello più semplice dei pesci.

Gli sviluppi di queste scoperte permetteranno una migliore comprensione dell’evoluzione del sistema immunitario e lo sviluppo di nuovi vaccini, più efficaci di quelli attuali.

“Un Congresso dedicato al valore della vita sul nostro pianeta – dichiara il Presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, dottor Fiorenzo Pastoni – ed è un passo ulteriore verso la sensibilizzazione di cittadini e politici ad un argomento fondamentale per la nostra stessa esistenza”.

Ufficio stampa: Rosa Maria Serrao – Tel 0668802874 – 3490921107 – rmserrao@gmail.com

Anonimo ha detto...

"Le staminali per curare la Sla"
Monsignor Paglia: "Grande scommessa"
Una speranza per i malati di Sla. “Una scintilla nel buio”. Monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e padre spirituale della Comunità di Sant’Egidio, ne è convinto. Dal suo laboratorio sulle colline umbre arrivano buone notizie: la ricerca sulle cellule staminali va avanti. Un grande esperimento per dimostrare anche che fede e ragione possono andare d’accordo.


Eccellenza al momento qual è la situazione?
“Al momento è stata certificata la correttezza procedurale delle cellule staminali adulte. Ovvero: le cellule prodotte possono essere impiantate sull’uomo. A questo punto resta il passaggio dal centro di produzione al malato. Il farmaco, insomma, è pronto: va innestato. Un passaggio clinico che richiederà ancora quattro, cinque mesi. Poi, inizierà la cura vera e propria. E’ l’unico esempio in Europa e forse nel mondo”.

Dall’Italia, anzi da Terni, la soluzione per questa terribile malattia?
“Non è matematico l’effetto positivo. Ha funzionato sui topi e sulle scimmie. Ma è ovvio che la speranza è d’obbligo, come del resto la prudenza. Io mi auguro che in questo modo si arrivi ad una cura efficace della Sla ma anche di altre malattie neurodegenerative. Certamente è stata messa la pietra angolare”.

Colpisce che una notizia del genere arrivi da un piccolo centro patrocinato per altro da un vescovo, prelato eminente del panorama ecclesiastico italiano …
“E’ questa la grande scommessa. Tutto è nato da un incontro tra uno scienziato (Angelo Vescovi) e un vescovo (io). Da questo incontro, così, si è portato avanti il difficile cammino della sperimentazione mettendo insieme la grande preoccupazione per i malati, una grande passione scientifica e umanistica per non parlare di un impegno economico non indifferente … Ma, nonostante gli ostacoli, alla fine siamo arrivati a questa straordinaria vittoria, un traguardo importantissimo”.


Con lo zampino di un uomo di Chiesa.
“Io credo questo sia solo un piccolo esempio di quel circolo virtuoso che vede fede, scienza ed etica camminare assieme”.

Qual è la posizione del Vaticano sulle cellule staminali?
“Se l’embrione è vita, non è possibile ucciderlo per trarre cellule staminali”


Detto questo, ci sono anche quelle adulte …
“Esatto. Una strada che non comporta l’uccisione della vita. Quella che, d’altronde, abbiamo seguito noi”.

E’ una passione recente, questa, Eccellenza?
“No. Ho cominciato a interessarmi alle cellule staminali quando ho visto un esperimento su un topo sette anni fa. Dissi allo scienziato: “Se non hai cambiato topo è una cosa straordinaria”.

Da qui la sfida per sconfiggere la Sla...
“Si. Tutto nasce dopo aver visto uno spiraglio. Ho voluto forzarlo e la porta si è aperta. Ecco io oggi posso dire non attraverso discorsi ma attraverso risultati che Chiesa e Scienza non solo possono andare d’accordo ma in alcuni casi affrettano il risultato. Il problema è la Scienza senza morale: può trasformarsi in follia”.

Cosa direbbe oggi a un malato di Sla?
“Due mesi fa ne ho incontrato uno. Parlava componendo le parole su uno schermo muovendo le pupille degli occhi. Ha scritto tre frasi: “Sono commosso per la visita. Ne sentivo un grande desiderio. Forse per me è troppo tardi. Continui la ricerca. Molti ne hanno bisogno”. Ecco, direi: una scintilla è stata accesa nel buio. Perché fino ad oggi non c’era nessuna speranza per questi malati”.

Francesco Cutillo

Anonimo ha detto...

Terni. Via libera alla banca di staminali benedetta dal Vaticano

L'annuncio da parte della Biobanca di Terni: l’Aifa ha concesso l’autorizzazione alla produzione di cellule staminali cerebrali umane utilizzabili per terapie avanzate sull’uomo. La Sla sarà il primo obiettivo terapeutico.

11 OTT - La notizia risale allo scorso 26 luglio. Ma soltanto venerdì scorso la Biobanca di Terni ha annunciato che l'Aifa aveva concesso (per l'appunto il 26 luglio scorso) l’autorizzazione alla produzione di cellule staminali cerebrali umane utilizzabili per terapie avanzate sull’uomo. Con questo ok la struttura ternana diventa la nona officina autorizzata in Italia alla produzione di cellule a scopo terapeutico (Guarda l’elenco completo delle cell factory autorizzate dall’Aifa).
Quella della Biobanca ternana, tuttavia, è una storia completamente diversa dalle altre. Innanzitutto per la tipologia di cellule staminali che produrrà. Si tratta infatti delle “cellule staminali del cervello umano”, ha spiegato il direttore scientifico della struttura ternana Angelo Vescovi in un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano. E “l'impatto che essi avranno sul modo stesso di fare medicina nell'ambito delle malattie neurodegenerative (e non solo) sono di portata enorme e inaspettata”, ha aggiunto.
Come lo stesso biologo spiegava un paio di anni or sono, “un cervello è un’orchestra e le malattie neurodegenerative non fanno altro che distruggere precisi strumenti. Ciò che intendiamo fare è introdurre cellule staminali che ricostruiscano gli strumenti rotti. Sono stati già effettuati esperimenti sugli animali, anche sui primati, e hanno dato ottimi risultati”.
Ora, con l’autorizzazione dell’Aifa, si potrà cominciare a produrre questi nuovi “farmaci” - le staminali appunto - per verificare se l’ipotesi è corretta e se questa specifica popolazione cellulare abbia le capacità terapeutiche sperate. “Di certezze non ne possiamo dare”, ha chiarito il biologo nell’articolo. “È possibile che i primi tentativi non funzionino. Sorgeranno problemi e ostacoli da sormontare. Ma la speranza è vera e sincera, ed è solo avendo il coraggio di cominciare e sormontare questi ostacoli che la speranza potrà divenire cura”.
Intanto, il primo passo è stato compiuto. Concedendo l’autorizzazione, l’Aifa ha riconosciuto che il laboratorio è “in grado di applicare le norme di buona fabbricazione dettate dalla Comunità Europea relativi alla produzione di cellule umane di grado clinico”, ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci, intervenuto insieme al ministro della Salute Ferruccio Fazio e al direttore generale dell’Aifa Guido Rasi alla conferenza stampa in cui è stato dato l’annuncio. Tuttavia non si tratta “solo del riconoscimento di un elevato standard di qualità - gli ha fatto eco Vescovi - ma soprattutto di una tutela per i malati ai quali viene offerta la massima sicurezza nell’applicazione delle terapie”.
“Il traguardo [dell’autorizzazione] - ha proseguito infatti Garaci, che oltre all’Iss presiede anche la Fondazione Cellule staminali di Terni a cui la Biobanca fa capo - è particolarmente importante, poiché è il primo passo concreto verso la sperimentazione di Fase I di un protocollo sulla Sclerosi laterale amiotrofica che sta completando il suo iter di valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Saranno 10 i pazienti che parteciperanno a questo primo trial che prevede il trapianto delle cellule staminali cerebrali nel midollo spinale del paziente per verificare la loro capacità di far regredire o almeno rallentare la patologia.

Anonimo ha detto...

Terni. Via libera alla banca di staminali benedetta dal Vaticano

L'annuncio da parte della Biobanca di Terni: l’Aifa ha concesso l’autorizzazione alla produzione di cellule staminali cerebrali umane utilizzabili per terapie avanzate sull’uomo. La Sla sarà il primo obiettivo terapeutico.

11 OTT - La notizia risale allo scorso 26 luglio. Ma soltanto venerdì scorso la Biobanca di Terni ha annunciato che l'Aifa aveva concesso (per l'appunto il 26 luglio scorso) l’autorizzazione alla produzione di cellule staminali cerebrali umane utilizzabili per terapie avanzate sull’uomo. Con questo ok la struttura ternana diventa la nona officina autorizzata in Italia alla produzione di cellule a scopo terapeutico (Guarda l’elenco completo delle cell factory autorizzate dall’Aifa).
Quella della Biobanca ternana, tuttavia, è una storia completamente diversa dalle altre. Innanzitutto per la tipologia di cellule staminali che produrrà. Si tratta infatti delle “cellule staminali del cervello umano”, ha spiegato il direttore scientifico della struttura ternana Angelo Vescovi in un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano. E “l'impatto che essi avranno sul modo stesso di fare medicina nell'ambito delle malattie neurodegenerative (e non solo) sono di portata enorme e inaspettata”, ha aggiunto.
Come lo stesso biologo spiegava un paio di anni or sono, “un cervello è un’orchestra e le malattie neurodegenerative non fanno altro che distruggere precisi strumenti. Ciò che intendiamo fare è introdurre cellule staminali che ricostruiscano gli strumenti rotti. Sono stati già effettuati esperimenti sugli animali, anche sui primati, e hanno dato ottimi risultati”.
Ora, con l’autorizzazione dell’Aifa, si potrà cominciare a produrre questi nuovi “farmaci” - le staminali appunto - per verificare se l’ipotesi è corretta e se questa specifica popolazione cellulare abbia le capacità terapeutiche sperate. “Di certezze non ne possiamo dare”, ha chiarito il biologo nell’articolo. “È possibile che i primi tentativi non funzionino. Sorgeranno problemi e ostacoli da sormontare. Ma la speranza è vera e sincera, ed è solo avendo il coraggio di cominciare e sormontare questi ostacoli che la speranza potrà divenire cura”.
Intanto, il primo passo è stato compiuto. Concedendo l’autorizzazione, l’Aifa ha riconosciuto che il laboratorio è “in grado di applicare le norme di buona fabbricazione dettate dalla Comunità Europea relativi alla produzione di cellule umane di grado clinico”, ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci, intervenuto insieme al ministro della Salute Ferruccio Fazio e al direttore generale dell’Aifa Guido Rasi alla conferenza stampa in cui è stato dato l’annuncio. Tuttavia non si tratta “solo del riconoscimento di un elevato standard di qualità - gli ha fatto eco Vescovi - ma soprattutto di una tutela per i malati ai quali viene offerta la massima sicurezza nell’applicazione delle terapie”.
“Il traguardo [dell’autorizzazione] - ha proseguito infatti Garaci, che oltre all’Iss presiede anche la Fondazione Cellule staminali di Terni a cui la Biobanca fa capo - è particolarmente importante, poiché è il primo passo concreto verso la sperimentazione di Fase I di un protocollo sulla Sclerosi laterale amiotrofica che sta completando il suo iter di valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Saranno 10 i pazienti che parteciperanno a questo primo trial che prevede il trapianto delle cellule staminali cerebrali nel midollo spinale del paziente per verificare la loro capacità di far regredire o almeno rallentare la patologia.

Anonimo ha detto...

Terni. Via libera alla banca di staminali benedetta dal Vaticano

L'annuncio da parte della Biobanca di Terni: l’Aifa ha concesso l’autorizzazione alla produzione di cellule staminali cerebrali umane utilizzabili per terapie avanzate sull’uomo. La Sla sarà il primo obiettivo terapeutico.

11 OTT - La notizia risale allo scorso 26 luglio. Ma soltanto venerdì scorso la Biobanca di Terni ha annunciato che l'Aifa aveva concesso (per l'appunto il 26 luglio scorso) l’autorizzazione alla produzione di cellule staminali cerebrali umane utilizzabili per terapie avanzate sull’uomo. Con questo ok la struttura ternana diventa la nona officina autorizzata in Italia alla produzione di cellule a scopo terapeutico (Guarda l’elenco completo delle cell factory autorizzate dall’Aifa).
Quella della Biobanca ternana, tuttavia, è una storia completamente diversa dalle altre. Innanzitutto per la tipologia di cellule staminali che produrrà. Si tratta infatti delle “cellule staminali del cervello umano”, ha spiegato il direttore scientifico della struttura ternana Angelo Vescovi in un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano. E “l'impatto che essi avranno sul modo stesso di fare medicina nell'ambito delle malattie neurodegenerative (e non solo) sono di portata enorme e inaspettata”, ha aggiunto.
Come lo stesso biologo spiegava un paio di anni or sono, “un cervello è un’orchestra e le malattie neurodegenerative non fanno altro che distruggere precisi strumenti. Ciò che intendiamo fare è introdurre cellule staminali che ricostruiscano gli strumenti rotti. Sono stati già effettuati esperimenti sugli animali, anche sui primati, e hanno dato ottimi risultati”.
Ora, con l’autorizzazione dell’Aifa, si potrà cominciare a produrre questi nuovi “farmaci” - le staminali appunto - per verificare se l’ipotesi è corretta e se questa specifica popolazione cellulare abbia le capacità terapeutiche sperate. “Di certezze non ne possiamo dare”, ha chiarito il biologo nell’articolo. “È possibile che i primi tentativi non funzionino. Sorgeranno problemi e ostacoli da sormontare. Ma la speranza è vera e sincera, ed è solo avendo il coraggio di cominciare e sormontare questi ostacoli che la speranza potrà divenire cura”.
Intanto, il primo passo è stato compiuto. Concedendo l’autorizzazione, l’Aifa ha riconosciuto che il laboratorio è “in grado di applicare le norme di buona fabbricazione dettate dalla Comunità Europea relativi alla produzione di cellule umane di grado clinico”, ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci, intervenuto insieme al ministro della Salute Ferruccio Fazio e al direttore generale dell’Aifa Guido Rasi alla conferenza stampa in cui è stato dato l’annuncio. Tuttavia non si tratta “solo del riconoscimento di un elevato standard di qualità - gli ha fatto eco Vescovi - ma soprattutto di una tutela per i malati ai quali viene offerta la massima sicurezza nell’applicazione delle terapie”.
“Il traguardo [dell’autorizzazione] - ha proseguito infatti Garaci, che oltre all’Iss presiede anche la Fondazione Cellule staminali di Terni a cui la Biobanca fa capo - è particolarmente importante, poiché è il primo passo concreto verso la sperimentazione di Fase I di un protocollo sulla Sclerosi laterale amiotrofica che sta completando il suo iter di valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Saranno 10 i pazienti che parteciperanno a questo primo trial che prevede il trapianto delle cellule staminali cerebrali nel midollo spinale del paziente per verificare la loro capacità di far regredire o almeno rallentare la patologia.

Anonimo ha detto...

Per il futuro si prevede di allargare la sperimentazione ad almeno altre due patologie: il morbo di Tay Sachs, una malattia genetica-metabolica pediatrica e alcune forme gravemente invalidanti di sclerosi multipla. Non solo, la Biobanca si propone anche come “centro di riferimento mondiale al quale si potranno rivolgere tutti quei medici e ricercatori che, pur ritenendo di dover rapidamente procedere con nuove sperimentazione per le malattie neurologiche, non sono in grado di farlo perché non hanno cellule staminali cerebrali di grado clinico a disposizione”, ha spiegato il suo direttore scientifico.

Benedetta ricerca
“Ogni traguardo che otteniamo attraverso realtà come questa per noi è soprattutto la prova che la ricerca di una strada eticamente condivisa per lottare contro le malattie è possibile. […] Non è vero che privilegiare metodi ispirati alla tutela di ogni grado della vita umana ritardi la ricerca scientifica né i suoi frutti”.
Sono le parole con cui monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e promotore della Fondazione Cellule Staminali ha benedetto l’autorizzazione concessa dall’Aifa al laboratorio Cellule staminali di Terni.
È proprio questa la seconda peculiarità della Biobanca di Terni. “Nacque alcuni anni or sono, grazie all'interessamento convinto di un vescovo, Vincenzo Paglia, per il progetto di un laico, lo scrivente”, prosegue Vescovi sulle colonne del quotidiano del Vaticano. E da allora, l’impronta cattolica non ha abbandonato il progetto.
La Biobanca è sostenuta dalla Fondazione Cellule Staminali che annovera tra i suoi soci fondatori, oltre all'Istituto Superiore di Sanità, la Fondazione Carit e il Comune di Terni, anche il Vescovato della città umbra. Finanziamenti importanti sono giunti inoltre dall’Associazione Neurothon, una onlus di cui lo stesso monsignor Paglia è presidente.
Tanta attenzione da parte di una fetta del mondo cattolico è dovuta alla seconda peculiarità della Biobanca ternana: è “eticamente” accettabile, dal momento che offre speranze di cura sfruttando una tecnica che non richiede la distruzione di embrioni.
Perciò risponde pienamente alle caratteristiche necessarie per ricevere i finanziamenti di Neurothon che pone condizione imprescindibile per ottenere finanziamenti, che nei progetti di ricerca non sia previsto “l'utilizzo di cellule staminali embrionali così come il ricorso alla clonazione umana”.
Il riconoscimento dell’Aifa, secondo Vescovi, è la “conferma del fatto che la Chiesa non è in alcun modo contro la scienza e la ricerca se queste sono al servizio dell'uomo e non d'interessi particolari”.
Ora, però, resta da dimostrare l’efficacia di questa tecnica “etica” sui malati.

Antonino Michienzi

angioletta ha detto...

Le cellule staminali per la cura della SLA…Speriamo! Si continua sempre a parlare delle cellule staminali fetali che rappresentano un problema certamente etico, ma nessuno invece si preoccupa di costituire delle banche per ciascuna provincia di raccolta delle cellule staminali del cordone ombelicale, della placenta e del liquido amniotico che ritengo non rappresentino un problema etico. Secondo le ultimissime ricerche la placenta risulta più ricca di cellule staminali rispetto al cordone ombelicale. La placenta contiene una riserva di cellule staminali totipotenti che potrebbe essere utilizzata se si costituissero delle banche di raccolta, invece viene eliminata senza poter attingere a questa riserva così preziosa per la ricerca e per le terapie. Secondo me dovrebbero creare in tutte le provincie italiane delle banche di raccolta delle cellule staminali del liquido amniotico, della placenta e del cordone ombelicale, cosicché ogni partoriente possa decidere in piena libertà se donare o meno. Ma penso sarebbero in tanti a donare, anche perché non costerebbe niente, anzi forse si fornirebbero cellule staminali alla ricerca per quasi tutte le malattie degenerative.

Anonimo ha detto...

LOTTARE PER UN FUTURO SENZA MALATTIE COME LA SLA...
SIGNIFICA ANCHE ALZARSI E GRIDARE FUORI DAL CORO LA PROPIA VOCE... LOTTIAMO PER UNA SPERANZA
LOTTIAMO PER IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI ... LOTTIAMO PER SCONFIGGERE LA STRONZA