mercoledì 13 dicembre 2017

Al via uno studio clinico internazionale per sperimentare un nuovo farmaco contro la Sla, sclerosi laterale amiotrofica.
Il progetto sarà coordinato da Humanitas, che ha partecipato al bando Horizon 2020 per malattie rare e farmaci orfani insieme ai partner internazionali e alle associazioni dei pazienti, come Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), il cui supporto è fondamentale in questo tipo di malattia. Il progetto, che ha ricevuto l’apprezzamento dei comitati Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, è risultato essere il primo su 127 partecipanti e riceverà circa 5,6 milioni di euro dalla Commissione europea
 
 

12 commenti:

Fabio e Fabrizio ha detto...


Al via uno studio clinico internazionale per sperimentare un nuovo farmaco contro la Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Il progetto sarà coordinato da Humanitas, che ha partecipato al bando Horizon 2020 per malattie rare e farmaci orfani insieme ai partner internazionali e alle associazioni dei pazienti, come Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), il cui supporto è fondamentale in questo tipo di malattia. Il progetto, che ha ricevuto l’apprezzamento dei comitati Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, è risultato essere il primo su 127 partecipanti e riceverà circa 5,6 milioni di euro dalla Commissione europea. I maggiori esperti internazionali nel campo della Sla - provenienti da Irlanda, Gran Bretagna, Germania, Francia, Olanda e Belgio - nei prossimi 4 anni verificheranno l’efficacia terapeutica di questo nuovo farmaco derivato dagli acidi biliari. In fase preclinica ha dimostrato capacità protettiva rispetto alla degenerazione neuronale. Al momento, l’unica cura per la Sla, annoverata tra le malattie rare, è in grado soltanto di rallentare la progressione della malattia.




Rallentamento del processo degenerativo

«Questo finanziamento è un segnale molto importante per la ricerca, e conferma il ruolo primario dell’Italia nella ricerca scientifica neurologica. Il progetto, di respiro europeo, ci consente di lavorare in maniera ampia e condivisa per sperimentare questo nuovo farmaco contro la Sla, nella speranza che i risultati finali siano positivi e possano davvero cambiare la storia di questa malattia così drammatica» commenta Alberto Albanese, responsabile di Neurologia I di Humanitas e principal investigator dello studio. Quest’ultimo nasce da un primo lavoro esplorativo pilota condotto da Albanese su 60 pazienti in 3 Centri italiani trattati con questo farmaco. I risultati hanno mostrato un rallentamento di circa un terzo del processo degenerativo, consentendo anche un prolungamento della sopravvivenza.







Anonimo ha detto...

Sono il padre di un ragazzo di 30 anni di età ,che da tre anni e mezzo soffre di questa condizione, esattamente sono stati colpiti i motoneuroni 1 e 2,da un anno e mezzo il ragazzo si sottopone mensilmente a sedute di agopunture esattamente due sedute al giorno per 4 giorni. Debbo costatare che la situazione s è stabilizzata.

Anonimo ha detto...

Buongiorno, posso chiedere se suo Figlio prima di ammalarsi praticava dello sport faticoso e continuato negli anni?

Anonimo ha detto...

Mio figlio studiava medicina ,e nel tempo libero frequentava una palestra ,dove praticava culturismo. Voglio specificare che dall'inizio della sua condizione ,fino a quando non ha iniziato il trattamento di agopuntura ha perso tanto ,poi pochissimo.

Pino Fronzi ha detto...

In seguito ad una ricerca svolta per capire le cause e le cure della Sclerosi Laterale Amiotrofica, posso indicare che, cè una realtà molto importante poco considerata dai Medici, parlo della Epidemiologia della SLA, per merito della la quale sappiamo che, fra le attività occupazionali di lavoro o sportive praticando le quali si riscontrano alcune Persone affette dalla SLA ci sono anche i Sollevatori di Pesi.
Sollevare i Pesi (culturismo) è un'attività sportiva abbastanza faticosa per svolgere la quale, a causa degli sforzi fisici alcune Persone trattengono abitualmente il respiro, compiono gli sforzi con frequenti, abituali e prolungate APNEE, causandosi in questo modo le molto rischiose DESATURAZIONI DI OSSIGENO, le quali indicano la ripetuta carenza di Ossigeno Disciolto soprattutto nel Cervello e nei Muscoli, provocando in questo modo il deterioramento dei Motoneuroni del Sistema Nervoso Centrale e conseguentemente l'atrofia muscolare che si riscontra nella SLA.
Allora, per accertarsi della vera causa che ha provocato la SLA dovrebbe chiedere a suo Figlio se, praticando il culturismo sollevava i pesi trattenendo il respiro, frequentemente, così conoscerà la vera causa della SLA in suo Figlio.

Per una cura della SLA, la quale sarà certamente efficace, appena disponibili, si potranno utilizzare le Nuove Biomolecole di Ossigeno (Rns60) le quali sono attualmente sperimentate in certi Ospedali Italiani e Ospedali degli USA.
Con questa cura, iniettando le giuste quantità delle Fiale di Nano-Bolle di Ossigeno, aumenterà stabilmente la pressione parziale di ossigeno disciolto nel sangue i cui livelli sono indicati dalla pO2 arteriosa, determinando un'automatismo neurofisiologico per merito del quale Cresceranno Nuovi Motoneuroni e altre Cellule del Cervello, e, insieme alla importante Fisioterapia quotidiana, ne sono più che certo, si riattiveranno progressivamente i muscoli ottenendo in questo modo la regressione della Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Sinceri Auguri




Anonimo ha detto...

Grazie, di fero cuore che Dio ti bebedica

Anonimo ha detto...

Volevo chiederti se potresti indicarmi in quale ospedale italiano o centro, si effettuano già questi trattamenti.
Grazie.

Pino Fronzi ha detto...

Le Sperimentazioni con le Nuove Biomolecole di Ossigeno (Rns60) attualmente, a mia conoscenza, sono attuale nell'Ospedale Maggiore di Novara, ma ci sono altri Centri Ospedalieri che utilizzano le Nano-Bolle di Ossigeno per la Cura Sperimentale della SLA.

Penso che riguardo a questa Nuova Terapia se ne parlerà anche al Convegno sulla SLA, il quale si svolgerà a Ravenna domani 16/12.

Anonimo ha detto...

Buonasera, per cortesia qualcuno potrebbe spiegarmi perché per prendere parte allo studio relativo all'effetto di RNS60 sui biomarcatori della SLA deve essere assunto in concomitanza anche il Riluzolo ( 100 mg al giorno)? Il mio compagno, 60 anni, ha avuto proprio in questi giorni la diagnosi che conferma la presenza di questa malattia. Sicuramente, nel corso della vita e fino allo scorso novembre, ha svolto un'attività fisica estremamente intensa con frequenti apnee ( in passato, ha praticato, anche a livello agonistico, sport da combattimento e, da parecchi anni, è titolare di una palestra di sport da ring ed allenatore in prima persona dei suoi ragazzi). Grazie mille.

Pino Fronzi ha detto...

Salve, entro questo anno, dopo la sperimentazione delle Biomolecole di Ossigeno per la Cura della SLA, la quale risulterà senza dubbio neuroprotettiva, le Nuove Biomolecole Rns60 saranno disponibili per tutti i Pazienti affetti dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Dunque, appena disponibili le Fiale di Nano-Bolle riempite di Ossigeno le quali saranno infuse in endovena nelle giuste quantità, dopo un tempo adeguato di cura, alcuni mesi, con l'aumento stabile della Pressione Parziale di Ossigeno Disciolto (aumento della pO2 arteriosa) insieme alla importante Fisioterapia Riabilitativa, si otterrà l'automatismo neurofisiologico il quale produce la Rigenerazione di Nuovi Motoneuroni del Sistema Nervoso Centrale, consentendo in questo modo progressivamente la regressione della SLA.

Aspettando la disponibilità delle Fiale di Ossigeno Rns60, il Paziente affetto dalla SLA può utilizzare con efficacia un Concentratore di Ossigeno, il quale, avendo dei setacci molecolari che separano l'Azoto dall'Ossigeno nell'Aria respirata con una mascherina, consentirà al Paziente una Buona Ossigenazione Cerebrale, aumenterà anche in questo caso la Preziosa Pressione Parziale di Ossigeno Disciolto nel sangue, ottenendo anche così, sempre insieme alla Fisioterapia, la Rigenerazione di Nuovi Motoneuroni e, dopo alcuni mesi del costante utilizzo del Concentratore di Ossigeno, la Crescita dei nuovi Motoneuroni consentirà ugualmente la regressione della Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Queste sono realtà non ancora studiate dai ricercatori di medicina e dai medici, presto però tutti sapranno che, l'Aumento Stabile dell'Ossigeno Disciolto nella Circolazione Sanguigna consente anche la Guarigione dalla SLA.
Sinceri Auguri a Lei e al suo Compagno

Anonimo ha detto...

Grazie, sig. Fronzi, spero tanto che tutto questo diventi presto una realtà.

Pino Fronzi ha detto...

Certamente Signora, con l'aumento stabile della Pressione Parziale di Ossigeno Disciolto (aumento della pO2 arteriosa) anche la SLA potrà avere la Cura Risolutiva.