mercoledì 24 settembre 2014

Staminali neuronali efficaci controlo la SLA
Il gruppo di ricerca del Centro Dino Ferrari, Università degli Studi di Milano, IRCCS Fondazione Ca' Granda, Ospedale Maggiore Policlinico conferma l'efficacia del trapianto di cellule staminali neuronali, derivate da cellule staminali pluripotenti indotte (iPSCs) umane, per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica in un modello animale di malattia.
 
 

2 commenti:

Fabio e Fabrizio ha detto...

Il gruppo di ricerca del Centro Dino Ferrari, Università degli Studi di Milano, IRCCS Fondazione Ca' Granda, Ospedale Maggiore Policlinico conferma l'efficacia del trapianto di cellule staminali neuronali, derivate da cellule staminali pluripotenti indotte (iPSCs) umane, per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica in un modello animale di malattia.
I ricercatori hanno generato cellule staminali pluripotenti indotte (iPSCs) umane, derivandole da cellule epidermiche di soggetti sani, con un metodo non virale, e le hanno differenziate in cellule staminali neuronali (NSCs). Il gruppo di ricerca ha quindi isolato una sotto-frazione specifica di NSCs trapiantandole con metodiche minimamente invasive in un modello murino di SLA familiare (SOD1).

Dopo il trapianto, effettuato con iniezione sistemica endovenosa o nel liquor, le cellule staminali neuronali derivate dalle iPSCs umane sono migrate nel sistema nervoso centrale del modello animale, si sono integrate nel midollo spinale e hanno migliorato significativamente le condizioni della malattia, non solo attraverso la sostituzione delle cellule degenerate dell'ospite, ma soprattutto grazie a meccanismi di neuroprotezione.


I dati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Human Molecular Genetics e rappresentano la premessa per lo sviluppo di nuove possibilità terapeutiche per la SLA, ma potranno avere anche potenziali implicazioni per altre patologie neurodegenerative e malattie neuromuscolari.

La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia degenerativa progressiva del sistema nervoso centrale, che colpisce i motoneuroni, sia il I motoneurone a livello della corteccia cerebrale, sia il II motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale. Tale patologia, per la quale ancora oggi non esistono terapie efficaci, insorge in età adulta e colpisce 1-3 individui ogni 100.000 persone/anno con una prevalenza di 4-13 casi per 100.000.
I responsabili della ricerca sono la Dott.ssa Stefania Corti, Ricercatrice dell'Università degli Studi di Milano e responsabile del Laboratorio di cellule staminali neurali, e il Prof. Giacomo Comi, professore associato di Neurologia, responsabile del Laboratorio di Genetica nella Sezione di Neuroscienze del Dipartimento di Fisiopatologia e dei Trapianti e vicedirettore del Centro Dino Ferrari dell'Università degli Studi di Milano.

Nello studio, la Dott.ssa Monica Nizzardo, primo autore della pubblicazione, insieme ai colleghi, si è avvalsa delle nuove opportunità di ricerca in ambito biomedico derivate dalla recente scoperta che le cellule adulte – come quelle cutanee – possono essere riprogrammate in cellule staminali pluripotenti indotte (iPSCs): per tale importante scoperta il Prof. Shinya Yamanaka è stato insignito del premio Nobel per la medicina nel 2012.

La ricerca è stata finanziata da AriSLA – Fondazione Italiana di ricerca per la SLA, nell'ambito del progetto IPSALS, risultato tra i vincitori del Bando di Concorso AriSLA 2010 e che vede come responsabile scientifico il Prof. Giacomo Comi. La novità rilevante dello studio è la dimostrazione della fattibilità di generare cellule staminali neuronali da iPSCs ed utilizzarle come sorgente per il trapianto nella malattia del motoneurone, suggerendo una loro potenzialità per futuri studi clinici.

Approfondimenti: SOD1 NSC

Redazione MolecularLab.it (22/09/2014 15:30:36)
Pubblicato in Biotecnologie
Tag: iPSC, sclerosi laterale, staminali neuronali, staminali, neuroni

Pino ha detto...

A seguito della mia ricerca sulla SLA posso indicare con certezza che, alcune Persone si sono ammalate della Sclerosi Laterale Amiotrofica praticando certe attività occupazionali di lavoro o sportive affaticanti e continuate le quali possono definirsi Attività Anaerobiche Prolungate.
Infatti, soprattutto le ricerche epidemiologiche degli Stati Uniti d'America indicano che la SLA insorge più frequentemente in queste attività di lavoro e sportive alcune sono: Giocatori di Calcio, Football, Baseball, Maratoneti, e nell'atletica Sollevatori di pesi, poi alcune attività di lavoro affaticanti: Agricoltori, Selvicoltori, cioè Persone che scavano buche nel terreno manualmente con attrezzi (pale e vanghe) per la piantumazione di alberi da frutta o rimboschimento.
Ma anche in altre attività di lavoro la SLA si riscontra più frequentemente alcune sono: Saldatori, (saldando la respirazione è ridotta) oppure Giocolieri, Stuntman, e altri lavori faticosi e continuati.
Praticando tutte queste e altre attività faticose, a causa dei continui sforzi fisici, le Persone compiendo gli sforzi trattengono per alcuni secondi il respiro, a causa degli sforzi si verificano frequenti e brevi APNEE, risultandone una respirazione transitoriamente insufficiente, la quale può essere osservata controllando la propria SATURIMETRIA verificando frequenti DESATURAZIONI DI OSSIGENO.
Le desaturazioni di ossigeno indicano la diminuzione della pO2 arteriosa, indicando la riduzione dei livelli di OSSIGENO DISCIOLTO PARAMAGNETICO nl sangue, a causa della riduzione del quale si riduce l'energia elettrochimica necessaria per la generazione dei Potenziali Elettrici di Membrana, deteriorando soprattutto i Motoneuroni del Sistema Nervoso Centrale e altre Cellule del Cervello, provocando la neurodegenerazione progressiva che si riscontra nella SLA e in altre malattie neurodegenerative.

Quando della SLA si ammalano le Persone che non hanno mai praticato i lavori o gli sport affaticanti, la malattia è stata trasmessa geneticamente dai consanguinei, i quali hanno loro praticato le attività faticose e continuate, alterando i loro geni e trasmettendoli in seguito ai consanguinei discendenti.

Possiamo capire che, la cura migliore per la Sclerosi Laterale Amiotrofica è quella che incrementa i livelli di Ossigeno Disciolto Paramagnetico nel flusso Cerebrale e in tutto il Corpo (aumento della PaO2) con la terapia che consiste nella Ventilazione a Pressione Positiva d'Aria utilizzando la macchina ventilatrice chiamata C-PAP.
Con questa terapia svolta per alcune ore al giorno attuando contemporaneamente la Fisioterapia, ricresceranno nuovi Motoneuroni e altre Cellule Cerebrali, riattivando, dopo tre o quattro mesi alcuni muscoli, si riattiveranno specialmente i muscoli maggiormente stimolati dalla Fisioterapia Riabilitativa.
Dopo sei mesi di terapia che consiste nella Ventilazione a Pressione Positiva con la macchina C-Pap insieme alla Fisioterapia, la Persona sarà sulla via di guarigione dalla SLA.